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marchioni paolo

OMEGNA – 01.12.2017 – È entrato papa ed è uscito cardinale,

colpito dai franchi tiratori del Pd e steso dagli sgambetti di quei sindaci di centrodestra che hanno giocato una partita per conto loro. Sono Paolo Marchioni e la Lega Nord gli sconfitti dell'assemblea dei sindaci dell'Asl Vco che ieri ha eletto la nuova rappresentanza, i cinque membri dell'organo politico che accompagnerà almeno nel prossimo biennio (poi ci sarà la maxitornata elettorale delle Amministrative 2019) il Vco verso l'annunciato ospedale unico provinciale di Ornavasso.

Omegna è fuori. La città che ha protestato l'anno scorso per la chiusura notturna del pronto soccorso e che lotta per stabilizzare il Centro ortopedico di quadrante é esclusa dalla cinquina. Il suo sindaco, che era certo del posto concordato con il Pd, è rimasto a bocca asciutta, stupito e non certo soddisfatto. Giovanni Morandi, primo cittadino di Gravellona è il nuovo presidente, Silvia Marchionini (Verbania), Lucio Pizzi (Domodossola), Alberto Preioni (Borgomezzavalle) e Giacomo Archetti (Vignone) gli altri componenti.

Ieri pomeriggio Marchioni s'è presentato all'assemblea forte dell'accordo raggiunto con il segretario democratico Giuseppe Grieco: tre esponenti al centrodestra, due - con la presidenza - al centrosinistra. Nei tre ci sarebbero dovuti essere lui, l’altro leghista Preioni e Pizzi. Non ha fatto però i conti con chi, nel Pd, ha ignorato l’accordo stretto dal segretario Grieco; e con chi nell’ampio e variegato ambito del centrodestra – che di fatto non è coordinato anche per l’impalpabile presenza dei segretari provinciali di Lega Nord (commissariata) e Forza Italia – ha trovato voti e sostegni per mettere un altro nome, cioè quello del vignonese Archetti. Non è difficile identificare dietro questa elezione l’opera di convincimento dei sindaci di Cannobio e Ornavasso Giandomenico Albertella e Filippo Cigala Fulgosi.

E dire che i patti parevano rispettati al primo giro, quello stabilito per eleggere il presidente che, su scelta dell’assemblea, è stato votato per alzata di mano e non con scrutinio segreto. Morandi è passato indenne, ma la “quartina” s’è infranta nello scrutinio segreto.

Marchioni, che sulla sanità punta molto nella sua politica per Omegna, resta tagliato fuori e incassa uno smacco personale e per la città. E anche gli equilibri interni alla rappresentanza mutano rispetto alle previsioni, con la maggioranza nelle mani di chi è favorevole all’ospedale unico, i cui avversari sono gli ossolani Pizzi e Preioni.

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