
VERBANIA – 07.10.2017 – Da Roma a Torino,
dal ministro al vicepresidente della Regione cresce l’adesione alla “staffetta del digiuno”. Anche il verbanese Aldo Reschigna ha sposato la proposta del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio di astenersi dal cibo in segno di protesta con la decisione del Partito democratico di non affrontare prima della fine della legislatura in parlamento la legge sul cosiddetto ius soli temperato, il diritto dei nati in Italia da genitori stranieri o arrivati nel nostro Paese in età scolare di poter avere la cittadinanza conclusi percorsi scolastici e, eventualmente, superati alcuni esami. “Approvare lo ius soli è un atto di civiltà, un giusto riconoscimento per coloro che saranno gli italiani di domani e chiedono solo che venga certificato quello che è evidentemente un dato di fatto", afferma Reschigna. Era stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, nei giorni scorsi, a annunciare che vista la mancanza dei numeri al Senato (dal provvedimento, già passato alla Camera, si sono sfilati i centristi di Angelino Alfano) il Pd, pur considerando il tema prioritario, l’avrebbe posticipato alla legislatura che inizierà in primavera. Contro questa decisione è nato un movimento contrario interno ai democratici che ha tra i principali sostenitori proprio Delrio.


