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VERBANIA - 27-05-2022 -- Una scia di testimonianze e di ricordi, fatta delle lacrime dei familiari e della stima che tanta parte della città ha voluto manifestare a Irene Magistrini, salutandola per l'ultima volta nella parrocchiale di Renco. La madre, la nonna, l'insegnante, l'amministratrice, la custode dei valori della Resistenza. Sono stati tanti i ruoli che negli 84 anni della sua vita, Irene Magistrini ha ricoperto. A tenere insieme tutto, il valore della persona: "Tenace e gentile, modesta, dotata di un'intelligenza affascinante". Sono le parole dell'ex sindaco Aldo Reschigna, che la volle come assessore nella sua prima giunta. "Con Irene ci siamo sempre trovati, lei come presidente della Casa della Resistenza, io dell'Istituto storico della Resistenza - il racconto di Paolo Cattaneo -. Senza mai divisioni, senza mai spigoli, abbiamo sostenuto insieme il valore della memoria, il sacrificio di quegli uomini e di quelle donne che ci ha donato 77 anni di pace e libertà. Anche negli ultimi tempi in cui appariva affaticata, Irene è rimasta battagliera nella difesa dei valori umani". Valori che erano i suoi capisaldi e ancora negli ultimi tempi, quando non nascondeva il turbamento per la guerra di Ucraina.
E' stata una lunga funzione quella di stamattina nella chiesa di Renco, concelebrata da don Riccardo Bonacci e don Roberto Salsa e inframezzata da tanti ricordi. Le parole commosse della sorella Silvia, che ha citato papa Francesco (proprio mercoledì si trovava in udienza a Roma quando è giunta la notizia della scomparsa) e poi le letture e le poesie affidate alle figlie e ai nipoti, parole di amore incondizionato, che raccontano di un affetto nutrito dall'esempio: "Sarei felice di essere un decimo di ciò che tu sei stata", ha detto uno dei nipoti dall'altare. "Una persona capace di segnare in bene le esistenze" per don Carlo Scaciga che non ha voluto far mancare un suo messaggio. Il direttore dell'ufficio per i Beni Culturali della Diocesi di Novara la ebbe come collega all'istituto Cobianchi. Tra i labari delle associazione partigiane e il gonfalone del Comune di Verbania, il commiato affidato ad Aldo Reschigna, a Paolo Cattaneo, a Silvia Marchionini alle testimonianze dei tanti che, in chiesa e fuori, in questi giorni hanno potuto solo pensare, con rammarico, a quanto senza di lei sia più povera questa città.

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