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VERBANIA - 14-09-2021 -- Una relazione “turbolenta” (non la prima per lei) finita con un furto, molestie, una denuncia e il processo. Otto mesi è la pena stabilita dal Tribunale di Verbania nei confronti di una donna di 53 anni accusata di aver sfruttato la convivenza con l’uomo col quale aveva instaurato un rapporto sentimentale e che, in buona fede, l’ospitava a casa sua nei periodi in cui lui, per lavoro, si recava a lungo fuori dall’Ossola. Tra di loro inizialmente le cose parevano funzionare ma, poi, lui s’era accorto che lo scopo di lei era ottenere denaro. Aveva finto di essere incinta e aveva iniziato a chiamare amici e conoscenti dicendo che lui le aveva sottratto 380.000 euro. In realtà era lei che tentava di impossessarsi del denaro di lui tanto da cercare, reperiti in casa i codici dell’home banking, di effettuare un prelievo dal conto corrente aperto presso un family banker domese. I tentativi, ripetuti, erano andati a vuoto perché una volta contattata telefonicamente per la conferma della disposizione bancaria, la donna non risultava in possesso delle credenziali e la compagnia azzerava i codici, costringendo il titolare a recarsi in ufficio per ricrearli.

Giunta al capolinea, la relazione s’era chiusa bruscamente con la sottrazione di alcuni beni per la quale l’uomo ha sporto denuncia, avviando il procedimento penale concluso con la condanna di lei, con la quale oggi non ha più alcun rapporto.

 


 

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