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sindac turismo

VERBANIA - 21-07-2021 -- Una riforma del welfare e dei contratti per tutelare i più fragili tra i lavoratori. È un appello e un invito, anche alle associazioni datoriali, quello che viene dai sindacati del settore turistico. La pandemia ha colpito duramente chi lavora in bar, ristoranti, alberghi e campeggi accentuando quelle forme di precariato, di lavoro nero o grigio che già prima del Covid erano la norma.

“Le statistiche ci dicono che l’aumento dei guadagni del settore turistico s’è determinato coi risparmi sul lavoro, diventato sempre più precario – osserva Michele Piffero della Cgil, nella conferenza stampa con i colleghi di Cisl e Uil convocata per lanciare una proposta di riforma –. Tra Vco e Novara, dal 1° gennaio 2019 a oggi, il nostro sindacato ha gestito qualcosa come 1.600 vertenze, una e mezzo al giorno contando i festivi”.

Del resto secondo l’Ispettorato del lavoro, in Piemonte il 72% dei controlli effettuati su imprese del settore ha rivelato irregolarità. “Oltre al lavoro nero, c’è quello grigio – aggiunge Massimo Guaschino della Cisl –. Si viene contrattualizzati a tempo determinato (il 41% di tutti i rapporti di lavoro del comparto, ndr), spesso part time (il 50%, ndr), ma poi si lavora di più forfetizzando gli straordinari, intascandoli in nero, ma anche senza prendere nulla per gli extra”.

“Questo, alla lunga, con l’attuale sistema pensionistico, ha effetti sull’assegno che questi lavoratori percepiranno una volta in quiescenza” – puntualizza Franco Borsotti della Uil.

Da qui la proposta di avviare il dibattito su una riforma. “Cambiando gli ammortizzatori sociali, proponendo politiche attive del lavoro, agendo con la contrattazione di secondo livello che, da noi, potrebbe essere fatta tramite l’Ente bilaterale del turismo” - precisa Guaschino secondo cui il tema non è più eludibile.

 


 

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