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VERBANIA – 31.01.2019 – Salumi, bottiglie di vino
e un paio di ciabatte non erano nel carrello, ma in una borsa di plastica chiusa in un angolo da una cassa di bottiglie d’acqua. È per questa merce (il valore: 118 euro) sfuggita al controllo della cassa perché non presentata per essere battuta che un 65enne residente a Verbania è finito a processo per tentato furto. La spesa l’aveva fatta all’Esselunga di Pallanza il 18 novembre 2017, facendo confusione tra quanto aveva semplicemente messo nel carrello e quanto, al contrario, aveva imbustato mettendolo da parte. Un gesto, questo, che l’addetto alla sicurezza ha ritenuto volontario e per il quale è intervenuto passata la cassa, fermando l’uomo e avvisando le forze dell’ordine. Il 65enne è stato rinviato a giudizio per tentato furto e assolto dal giudice Raffaella Zappatini perché il fatto non costituisce reato. il magistrato ha accolto la linea difensiva dell’avvocato Gabriele Pipicelli, secondo cui si sia trattato di una svista, avendo comunque l’imputato comprato e pagato altra merce. Il pm Anna Maria Rossi aveva chiesto l’assoluzione per la particolare tenuità del fatto.


