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cassazione roma

VERBANIA – 28.09.2018 – La condanna è annullata

perché il reato è prescritto. Quando, nel giugno dell’anno scorso, il tribunale di Verbania sanzionò con 2.000 euro di ammenda il responsabile della pescheria della Nova Coop di Omegna perché aveva in frigo due chili e mezzo di tonno contaminato da vermi, mancavano poche settimane al termine entro il quale, per legge, la giustizia è obbligata a esprimersi sulla commissione di un reato. Nel mese di settembre è scattato il termine di prescrizione e la Cassazione, alla quale s’è rivolto il responsabile della pescheria, ne ha preso atto annullando la sentenza verbanese senza nemmeno entrare nel merito delle condotte contestate poiché “non emergono elementi che consentono a questa Corte di rilevare dalla sua (della sentenza di primo grado, ndr) mera lettura l’evidente innocenza dell’imputato”. Gli ermellini si sono però espressi con una certa chiarezza sulla pena accessoria decisa dal Tribunale, la pubblicazione della sentenza sul quotidiano La Stampa, dichiarando che non andava applicata. I fatti risalgono al 2012. Il processo inizialmente era stato avviato contro il presidente di Nova Coop, prosciolto perché pur essendo legale rappresentante della società non aveva la gestione diretta del reparto pescheria. Individuato il responsabile, il procedimento è ripartito ma ormai i tempi s’erano dilatati.

 

 

 

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